«Crema di nocciole», «nocciolata», «gianduia»: si usano spesso come sinonimi ma indicano tre prodotti diversi per composizione, percentuali e uso. Ecco la mappa rapida.
Crema di nocciole: la categoria madre
La crema di nocciole è la categoria. Nella sua versione pura contiene solo nocciole tostate frullate e — opzionalmente — zucchero. Niente cacao, niente latte, niente altro. Il colore è ambrato chiaro, l'aroma è netto di nocciola tostata. È il prodotto più puro della famiglia ed è la base per tutto il resto. Per il quadro completo della categoria, leggi la guida pillar alla crema di nocciole italiana.
Nocciolata: la spalmabile con cacao
La nocciolata è la declinazione spalmabile più nota della crema di nocciole: percentuale di nocciole sopra il 30-40%, cacao amaro o monorigine, zucchero, talvolta latte. Colore bruno scuro, aroma di nocciola tostata e cacao secco. È la categoria a cui appartengono la nostra nocciolata classica e la maggior parte delle creme spalmabili italiane premium.
Gianduia: l'incontro con il cioccolato fondente
La gianduia è una categoria distinta, nata a Torino nell'Ottocento: pasta di nocciole tostate Tonda Gentile + zucchero a velo + cioccolato fondente (non solo cacao). La percentuale di nocciole varia dal 30 al 45%. È più ricca della nocciolata, ha consistenza più densa e una nota di cioccolato fondente che la rende meno spalmabile a freddo. La gianduia tradizionale è regolata dal disciplinare del «Cioccolato gianduia» (Direttiva UE 2000/36/CE).
Come si scelgono in cucina
- Colazione spalmabile: nocciolata — equilibrio tra dolcezza e percentuale di nocciola.
- Farciture pasticceria: gianduia — più densa, regge la cottura.
- Crostatine e ganache: crema di nocciole pura — controllo totale di dolcezza e cacao.
- Gelato artigianale: pasta di nocciole pura (versione professionale della crema pura).
Le tre forme convivono nella nostra collezione crema: ognuna ha il proprio uso e nessuna è «migliore» dell'altra in assoluto.
