Chi coltiva le nocciole Nocciolami
Dietro la crema c'è un campo, e dietro il campo una persona che ci passa le giornate. Qui c'è il suo racconto, in prima persona: cosa ha piantato, perché, e cosa non fa.
Foto in arrivo
Lo spazio è pronto: appena carichi il ritratto in campo compare qui e nel markup strutturato.
In prima persona
Curo 1,7 ettari di noccioleto a Forlì, in Via Rio Cozzi. Il campo e il laboratorio stanno sulla stessa proprietà: tra la raccolta e la trasformazione non c'è un chilometro di strada, e questo cambia il gusto molto più di qualsiasi slogan.
Ho scelto un mix varietale invece di una monocultura: 60% Tonda Gentile Romana DOP per il profilo aromatico, 20% Tonda Francescana® perché fiorisce più tardi e regge meglio le gelate che qui arrivano fino a fine marzo, 15% Nocchione come impollinatore e 5% Mortarella. È una scelta agronomica, non di marketing: in Romagna il clima decide più di me.
In campo lavoro senza diserbanti, con inerbimento controllato tra i filari: il suolo resta vivo, trattiene acqua e regge meglio le estati secche. Non abbiamo (ancora) la certificazione biologica e non la dichiariamo finché non c'è il certificato in mano.
Quando qualcuno adotta un nocciolo, quell'albero esiste davvero ed è geolocalizzato: posso dire in che filare si trova e come è andata la sua stagione. È il motivo per cui pubblico il bollettino del noccioleto invece di raccontare solo il prodotto finito.
Di cosa mi occupo
- Corilicoltura
- Tonda Gentile Romana DOP
- Tonda Francescana®
- Gestione del suolo e inerbimento
- Filiera corta e tracciabilità
- Trasformazione della nocciola
Verifica quello che racconto
Ogni affermazione di questa pagina è documentata altrove sul sito: preferiamo che si controlli invece di crederci sulla parola.
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